mercoledì 9 settembre 2009

JUSTIN Disco&Dinner




Cari amici e lettori, eccomi finalmente di ritorno.
Dopo una lunga, lunghissima pausa di rilfessione(e non solo), riesco nuovamente a dedicarmi all'aggiornamento del Blog.
E se lo faccio, con questo specifico post, lo devo soprattutto al buon cuore dell'amico (nonchè vicino di pianerottolo, ndr) Thomas Balasso, che ha accettato ed accolto con estrema disponibilità la mia proposta primaria di provare a realizzare per il Justin una semplice clip "pubblicitaria" in amicizia.
Proposta che, per il sottoscritto, è nata soprattutto dal desiderio di poter "testare" la CANON XL2 in quelle condizioni di luce famigeratamente definite come "sfavorevoli" e per le quali tutti la reputano non adatta.
Effettivamente, posso dire che non è stato per nulla facile, anche perchè sono ancora - e non dimenticatelo - alle prime armi.
Ma il risultato, nonostante tutto, a me non dispiace.
Giudicate voi, ora.
Vi rimando a tra qualche giorno per il racconto tecnico dell'esperienza e, come sempre, buona visione.




video


Specifiche tecniche
  • Videocamera utilizzata: CANON XL2 MiniDv
  • Montaggio: Adobe Premiere Pro CS3.
  • Location: JUSTIN Disco&Dinner, Germignaga
  • Condizioni atmosferiche: Interno.
  • Colonna sonora: Relax (Take it easy), Mika

martedì 24 febbraio 2009

Con questo post e con il video ICE DREAM, apriamo una sezione nuova del blog:

La POST PRODUZIONE.

Tratto da Wikipedia:

"La post produzione è l'ultima fase della produzione cinematografica. Segue la lavorazione, in cui il film viene girato, e precede la distribuzione al pubblico del prodotto finito.

La post produzione è composta di una serie di differenti processi, riguardanti sia la parte visiva che quella sonora. In questa fase è fondamentale la figura del direttore di edizione, che coordina i lavori e al quale competono anche i titoli di testa e i titoli di coda. Egli inoltre, organizza le proiezioni di prova, gestisce i rapporti con le varie aziende specializzate, si occupa di alcune questioni legali, fino alla spedizione del film ai distributori. Le componenti principali della post-produzione sono:

  • il montaggio del film (con la moviola o più comunemente con le tecniche digitali);
  • la registrazione delle musiche, nel caso non siano già pronte o si voglia sincronizzarle alla perfezione col film montato (ad esempio per sottolineare una scena importante);
  • la creazione degli effetti speciali visivi (ad esempio utilizzando le tecniche di computer animation);
  • l'aggiunta degli effetti sonori, eventualmente facendo intervenire un rumorista;
  • la realizzazione del doppiaggio (se necessario, come per le voci fuori campo, etc.);
  • il montaggio, la sincronizzazione e il missaggio delle varie tracce audio a formare la colonna sonora;
  • la correzione del colore (eventualmente affidata al direttore della fotografia);
  • il taglio del negativo e la stampa della copia definitiva, quella poi usata per creare le copie da distribuire (ma anche in questa fase si sta iniziando ad utilizzare il digitale);

Tutte queste procedure messe assieme richiedono spesso molto più tempo di quello impiegato a girare il film. Nel caso di film con molti effetti speciali, possono essere impegnati in questa fase centinaia di tecnici altamente specializzati."

Orbene. L'esaustiva spiegazione che Wikipedia ci da del termine «POST PRODUZIONE», è chiaramente sbilanciata verso la cinematografia vera e propria, dalla quale riconosco di distare ancora qualche di miglilaio di anni luce almeno. Ma visto che non mi manca una certa ambizione didattica, unita modestamente ad uno sconfinato desiderio di imparare, per questo post prendo della spiegazione solo ciò che più si confà al mio attuale livello di conoscenza e di esperienza nel campo. E cioè la fase cosidetta del "MONTAGGIO", che comprende comunque al suo interno alcune delle voci menzionate nel soprascritto elenco di WIKIPEDIA. Nelle mie passate esperienze al riguardo, ho imparato una cosa a mio avviso basilare; e cioè che quando ci si appresta ad eseguire l'assemblaggio di una qualsivoglia sequenza di immagini, la prima domanda da porsi è la seguente:

"che cosa vogliamo trasmettere a tutti quelli che avranno la (s)fortuna di vedere la nostra creazione finale?"

A seconda della risposta che ci daremo, potremo scegliere quale tipologia di montaggio è più adatta all'ottenimento del risultato che ci siamo prefissati.

Ma entriamo nello specifico.

Nel caso di "Ice Dream", ad esempio, il video del link allegato, Oliviero mi ha chiesto di dargli una mano nella realizzazione di una clip che presentasse al suo affezionato pubblico l'ultima (solo in ordine cronologico, non in senso assoluto del termine) "fatica" dell'UOMO CON LE ALI, come viene ormai soprannominato nell'ambiente. Ho accettato molto volentieri perchè l'idea mi ha stuzzicato parecchio, soprattutto per la passione con la quale me l'ha presentata, corredata inoltre di una traccia audio già selezionata e di uno storyboard "mentale" abbastanza definito. Nel discutere il tipo di montaggio che avrebbe preferito, ci siamo trovati daccordo sin da subito su di un particolare: una traccia audio così - Bring me to life, Evanescence, Wind-Up Records, 2003 - avrebbe reso l'effetto prefissato soprattutto se abbinata ad un montaggio "sincronizzato", capace cioè di mettere in evidenza con le immagini la mutevole ritmica del brano, dall'introduzione più lenta fino ai cambi rapidi di battuta della parte centrale.

Stabilito questo, abbiamo cominciato con il riversare il girato delle cassette (generate da due diverse telecamere di tipo Handicam mini-dv), dando contemporaneamente un'occhiata preventiva alle immagini. Dopodichè siamo partiti con il montaggio vero e proprio, scegliendo dapprima la titolazione iniziale, poi tutta la successione delle immagini con i vari effetti e, infine, la titolazione finale.

Certamente è stato un lavoro lungo e laborioso, nonostante la brevità del montato finale. Un'opera di certosina e maniacale ricerca del millesimo di secondo più adatto per lo stacco o l'effetto. Ma come tutti i lavori che richiedono grande fatica, anche questo, alla fine, ci ha regalato grandi soddisfazioni.

Per concludere, in questo caso soprattutto, mi preme ricordare a chi legge i miei post che non ho alcuna velleità di tipo scolastico; nessuna pretesa di "INSEGNARE"; anche perchè, forse, ho appena cominciato ad "IMPARARE". Questo spazio, dunque, rimane vivo con l'unico ed esclusivo intento di portare la mia esperienza a tutti coloro cui possa interessare, senza alcuna presunzione nè tantomeno superbia. Quindi, chiunque non fosse daccordo con quello che scrivo, o trovasse degli errori rispetto alla propria esperienza, o volesse solo lasciare un consiglio "per completezza", è liberissimo di farlo. Se l'obiettivo che mi propongo è di essere di una qualche utilità (anche piccola) per qualcuno, allora non posso essere tanto ipocrita da non considerare l'importanza del detto popolare "l'unione fa la forza".

Aspetto i vostri commenti, se vorrete lasciarne.

Alla prossima e buona visione...




Specifiche tecniche

  • Videocamera utilizzata: Dato sconosciuto
  • Montaggio: Adobe Premiere Pro CS3.
  • Location: Malga Sorgazza, Val Sugana
  • Condizioni atmosferiche: Sole, freddo e leggermente ventoso.
  • Colonna sonora: Bring me to life, Evanescence, Wind-Up Records, 2003

lunedì 9 febbraio 2009

la mia XL2: primo appuntamento

Bene.
Direi che è giunto finalmente il momento di cominciare ad addentrarci, con la dovuta delicatezza ed umiltà, in quello che vorrebbe diventare l'argomento trainante di questo nostro blog. E cioè

la VIDEOCAMERA MINI-DV CANON XL2.

Prima di tutto, un breve accenno sul perchè della mia scelta.
Partiamo dall'inizio.
Quando ho deciso di passare ad una attrezzatura un pochino più "professionale", la mia prima domanda è stata:
«Cosa offre il mercato, in questo momento preciso?»
La risposta, come di mia consuetudine ultimamente, sono andato a cercarla sul web, digitando molto semplicisticamente la composizione verbale "VIDEOCAMERA PROFESSIONALE" su Google. Il primo tentativo, però, mi ha portato a visionare siti che trattavano quasi esclusivamente videocamere il cui costo eccedeva di qualche zero il mio budget "modestamente contenuto", definiamolo così.
Allora mi è venuta un'altra idea: sono entrato nel sito di ebay ed ho digitato nel campo di ricerca la stessa composizione verbale utilizzata precedentemente; una volta materializzatosi l'elenco dei risultati, non mi è rimasto altro da fare che metterli in ordine di costo. A quel punto, pazientemente, sono andato a trovarmi le pagine che contenevano le videocamere con un prezzo accessibile al mio portafogli, riuscendo così a farmi un'idea piuttosto precisa dei vari modelli presenti sul mercato - sia nuovi che usati -, e dei relativi costi e caratteristiche.
Certo: non proprio un sistema professionale di ricerca, penserete voi. Ma io sono un tipo molto pratico e, visto il risultato ottenuto ora come ora, posso dire che è stato un sistema molto efficace.
Ma torniamo a noi. Nello scorrere le mignature delle varie videocamere in vendita, ecco che l'occhio mi cade improvvisamente su una macchia bianca tra le tantissime nere presenti. Mi soffermo, apro l'annuncio e mi ritrovo così ad ammirare affascinato l'accattivante sagoma della Canon XL2. Devo ammetterlo: è stato amore a prima vista. Il classico "colpo di fulmine", insomma. L'estetica "scenica" della XL2 non perdona.
Da quel momento in poi è cominciata tutta una luuuuuuunga serie di ricerche, che mi ha portato a racimolare una meticolosa raccolta di informazioni, opinioni, recensioni, discussioni, valutazioni ed
elucubrazuioni, favorevoli tante ma anche contrarie, sulla madrina della categoria Mini-DV di casa Canon. E non solo.
La mia scelta, a quel punto, devo dire che non è stata poi più di tanto difficile. Nonostante l'incombente ombra del futuro passaggio all'HD, infatti, con la conseguente presenza sul mercato di videocamere HDR a prezzi molto competitivi, la XL2 mi è comunque sembrata la più adatta ale mie esigenze "hobbystiche", con la non trascurabile possibilità, inoltre, di poter imparare la ripresa "professionale" usando una macchina completamente regolabile in ogni suo parametro.
Detto fatto, dopo aver comunque valutato anche tutte le altre possibili ipotesi, mi sono proiettato alla ricerca di un buon "usato", visto che il nuovo rimaneva comunque sempre fuori budget per me, entrando così in contatto diretto con moltissimi videomakers, professionisti o per passione, che stavano vendendo la propria XL2 per passaggio all'HD. Ed è proprio da loro che ho tratto ancora maggior entusiasmo verso la decisione finale di acquistare questa "vecchietta" - visto che è in circolazione da ormai quattro/cinque anni - con qualche inevitabile difetto ma anche con infiniti pregi. E dopo svariati tentativi, il giorno 21 di Novembre 2008, sono finalmente riuscito ad acquistarne una, presso uno studio di produzioni video.
Una XL2 di quattro anni di vita, portati davvero egregiamente, con 200 ore di girato certificate dal centro assistenza Canon e con una quantità tale di accessori (grandangolo 3x compreso) da permettermi di non spendere altri soldi per almeno un anno.
Mi viene da dire solo «grazie Andrea», non solo per l'onestà nella transazione, ma anche e soprattutto per la disponibilità dimostratami anche in seguito.
Ma ora veniamo alla spiegazione del video postato in questo spazio:
era l'ultimo week-end di Novembre 2008, a cavallo con il mese di Dicembre. Mi trovavo sul Lago di Garda, in occasione del mensile fine settimana dai genitori di Alessia, la mia futura sposa. Era mattina, circa le 10.00, quando da dietro la catena montuosa del Monte Baldo vedo spuntare i primi raggi del sole. Il momento andava sfruttato, visto che d'inverno la luce non è molta e nemmeno molto favorevole per delle riprese, dalla terrazza di casa Norbis.
Apro la valigetta, prendo la videocamera tra le mani e comincio a sudare copiosamente per l'emozione. Avevo letto molto, questo sì. Ma in quel momento mi sono reso conto che non conoscevo niente, o quasi, della macchina che avevo in mano. Ricordavo solo che, posizionando il selettore rotativo delle funzioni in "M", la videocamera fungeva in tutto e per tutto da Handicam, settandosi completamente in automatico. Detto fatto. Scacciando la paura di commettere qualche casino, giro il selettore in "M", imbraccio la telecamera posizionandomela sulla spalla ed esco sulla terrazza. Il freddo era piuttosto pungente, anche se il tremore delle immagini non era solo dovuto a quello. L'emozione era davvero forte, nel guardare il mondo attraverso un mirino tanto "tecnologico" e diverso da quelli usati da me fin a quel momento. Devo ammettere che, le prime sensazioni, non sono state tutte solo positive. Il peso dell'ottica, infatti, maggiore di quello del corpo della macchina e sbilanciato in avanti, non ha reso molto comodo il mio primo approccio con la camera. Ma devo anche dire che mi ci sono abituato abbastanza in fretta, nei giorni successivi. Per il resto, non ho fatto altro che cominciare a registrare quello che si poteva osservare dalla terrazza panoramica della casa di Alessia, sfruttando le bellezze silenziose del Lago di Garda e cercando di prendere confidenza e contatto con la sagoma "importante" della XL2.
Il risultato, fedele e senza ritocchi in fase di post-produzione - a parte titoli, slow-motion e transizioni - è quello che potete vedere nel video che ho messo in questo post. IL MIO PRIMO APPUNTAMENTO CON LA XL2!
Il 16:9 nativo, a 50 immagini al secondo interlacciate, da comunque un'ottima resa, anche lasciando alla macchina l'iniziativa completa sui vari settaggi.
Da qui, insomma, come si dice di solito, si può solo migliorare.
Vi aspetto dunque per i prossimi post, nei quali cercheremo di far crescere la conoscenza della XL2 nei suoi più svariati impieghi.

Come sempre, nell'area Specifiche Tecniche, trovate le caratteristiche di ripresa e montaggio del breve video.

Buona visione e non dimenticate i commenti.


video


Specifiche tecniche
  • Videocamera utilizzata: Canon XL2 Mini-Dv.
  • Montaggio: Adobe Premiere Pro CS3.
  • Location: Alessia's House, Piovere di Tignale (Bs), Garda Lake.
  • Condizioni atmosferiche: Soleggiato, freddo e ventoso.
  • Colonna sonora: l'unica melodia che non richieda oneri S.I.A.E...quella della natura.

martedì 27 gennaio 2009

La mia storia con la videoripresa

Correvano gli anni 90.
Correvano...già, proprio il caso di dirlo.
Era quasi un fuggire, senza soste, a perdifiato...
I meravigliosi anni delle scuole superiori...meravigliosi sempre, dal primo all'ultimo.
E proprio dall'ultimo, voglio far iniziare questo mio breve racconto.
Dal 1993.
Era il famigerato anno degli esami di maturità. Eppure non è per questo che me lo ricordo come uno dei più sofferti; bensì perchè in quell'anno, per la prima volta nella mia vita, dovetti confrontarmi con una sgradevole sensazione di insicurezza, provocata dalla subentrata mutazione dell'amato (fino a quel momento) concetto di "futuro".
All'orizzonte, infatti, niente più estati di riposo e lavoretti; niente più ultimi giorni di agosto a riprendere in mano qualcuno dei libri e degli esercizi dell'anno precedente; niente più corsa all'acquisto di diari e quaderni, con l'unica, rasserenante preoccupazione di un nuovo vecchio inizio, di un nuovo tranquillizzante anno di scuola, fatto di solite facce note (qualcuna più, qualcuna meno), con i soliti conosciuti problemi (qualcuno più, qualcuno meno).
Niente di tutto ciò, quell'anno; davanti ai miei occhi intimoriti, seduto al tavolo da gioco della vita, soltanto un ventaglio di carte mute - celate dall'impugnatura beffarda del mio implacabile quanto inevitabile avversario - dal quale sapevo di dover estrarre il jolly più importante della mia esistenza; ben consapevole che la scelta, quella volta e per la prima volta, forse, non dipendeva da altri che da me.
Ebbene....la carta che estrassi quella volta, oggi posso dirlo, fu proprio un jolly.
Un jolly a forma di "telecamera".
Nell'estate seguente alla maturità, mentre me ne stavo in attesa di ricevere notizie relative alla chiamata alle armi, ecco che il destino (o vedete voi come preferite chiamarlo) manifestò davanti ai miei occhi la sua inaspettata volontà, facendomi trovare nella buca lettere un volantino pubblicitario di una sconosciuta scuola di Milano, che organizzava un intrigante corso per OPERATORE VIDEO RVM.
Poteva essere?
Poteva davvero accadere che una delle mie tante passioni adolescenziali, quella per le riprese video, potesse addirittura rivelarsi come il progetto mancante nel mio incerto futuro?
Bhè...la risposta non si fece attendere a lungo e dopo solo pochi giorni, la mia decisione era presa: il momento di uscire dai rassicuranti confini del mio piccolo paese, per andare a conoscere qualcosa del grande mondo che mi aspettava sornione al di là delle montagne, era ormai giunto.
Milano, con i suoi corsi e le sue innumerevoli luci, nell'anno seguente si sarebbe vista popolata da un maccagnese in più (almeno nei giorni di scuola...). E maccagno, inevitabilmente, da un maccagnese in meno.

Quello che successe poi, sarebbe troppo lungo da raccontare in questo spazio.
Vi basti solo sapere che, della mia vita, ne ho fatto tutt'altro.
Ma questo non importa. Mio interesse, nel raccontarvi queste cose, è soprattutto quello di rendervi partecipi della mia esperienza, dalla quale ho potuto trarre un insegnamento fondamentale per il mio concetto di "vita": le passioni nascono e non muoiono mai.
A volte ci chiedono di essere allevate, coccolate, sostenute; a volte, invece, si lasciano accantonare da noi per lasciare spazio a qualche nuovo stimolo o entusiasmo più forte.
Ma sempre, nel corso della vita, tornano a bussare alle porte dell'animo, anche solo per ricordarci che non se ne sono andate del tutto; che sono lì, in paziente attesa, pronte ad un nostro cenno, a lasciarsi trasportare nuovamente da noi tra le tortuose vie dell'umana vicissitudine.
A trentacinque anni, non so nemmeno più quanti video io abbia fatto...
Usando le telecamere più scarse della terra, mezzi di recupero e, a volte, buone macchine.
A volte senza nemmeno averli montati, a volte invece con lavori certosini di mixaggio delle immagini e della musica, con titoli scarabocchiati a penna sulla carta.
A volte per hobby, certo; ma per un periodo di tempo piuttosto lungo anche per lavoro: quando ancora i supporti erano le SUPER VHS e, per montare, si usavano videoregistratori e mixer audio e video analogici (senza alcuna alternativa digitale....)
Insomma.
La mia passione per la videoripresa, a 35 anni, non si è ancora decisa a lasciarmi in pace. Anzi, con l'avvento della nuova teconologia mi ha dato un colpo di grazia clamoroso, convincendomi ad abbandonare tutte le altre.
Ed ora, non mi resta altro da fare che assecondarla...perchè lei vuole volare in alto...lo sento.
Ed io...voglio volare con lei.

domenica 25 gennaio 2009

Matrimonio Giacomo e Deborah, by Matteo

Il video postato di seguito, è la versione PREVIEW del mio primo filmato "matrimoniale", realizzato su richiesta di due amici che, venuti a conoscenza della mia piccola passione, mi hanno invitato a metterla a frutto per il loro giorno più importante, nella reciproca speranza di future e continuative visioni insieme.

Come potrete leggere più sotto, nell'area dedicata alle specifiche "tecniche" di ripresa e montaggio, si tratta di un video realizzato completamente con attrezzatura amatoriale.

Buona visione a tutti.


video

Specifiche tecniche

  • Videocamera utilizzata: Sony Handicam Mini-Dv Type DCR-TRV16E.
  • Montaggio con Pinnacle Studio Version 9.
  • Menu' iniziale e sigla realizzati con CINEMA 4D.
  • Locations:Giacomo's House, Chiesa di S.Giorgio in Runo, Camin Hotel di Colmegna.
  • Condizioni atmosferiche: GRIGIO E PIOGGIA. TANTA, TANTA PIOGGIA!

lunedì 22 dicembre 2008

AMICI DI S.GIUSEPPE, by Matteo

In questo video, il difficile e certosino lavoro del gruppo "AMICI DI S.GIUSEPPE", intenti come ogni anno nella nuova realizzazione del presepe, nella piccola chiesa di S.Giuseppe a Maccagno Superiore.

La difficoltà di questa realizzazione da parte del gruppo, fin dalla proposta dell'idea, è stata quella di non poter prevedere con una certa sicurezza i vari tempi di realizzazione dell'insieme, visto l'elevato numero di particolari che l'idea stessa richiedeva. Il presepe, infatti, differentemente dagli altri anni, in questa edizione rappresenta la piccola via nella quale si trova proprio la chiesetta di S.Giuseppe: la Via Angelo Baroggi di Maccagno Superiore, una delle vie "storiche" del passato Maccangese.

Da questa difficoltà iniziale, mi è venuta l'idea del video. Differentemente da quelli girati negli altri anni, infatti, in questo caso ho voluto "immortalare" il lavoro del gruppo step-by-step, in una sorta di work in progress che documentasse, modifica dopo modifica, aggiunta dopo aggiunta, le tante difficoltà e fatiche incontrate durante tutta la realizzazione di un'opera tanto particolare quanto ambiziosa.

Ecco allora che, nel limite del mio possibile, mi sono intrufolato con la mia videocamera nelle gelide serate che da Ottobre a Dicembre hanno visto animarsi la piccola navata della chiesetta, con l'unico scopo di non farmi scappare niente di quello che veniva aggiunto al presepe, così da poter donare ai componenti del gruppo un piccolo video nel quale poter riassaporare le fatiche, gli sforzi, ma anche le gioie che un'opera di questo pregio inevitabilmente concede.

Spero di esserci riuscito.

Se foste interessati, il presepe è ancora esposto nella chiesetta, con l'aggiunta di una piccola parte "tradizionale", grazie soprattutto all'insistenza della gente che, alla prima visione, non ha concesso al gruppo di smantellarlo completamente.

Nell'area SPECIFICHE TECNICHE, le caratteristiche dell'attrezzatura che ho utilizzato, sempre amatoriale.


video


Specifiche tecniche:

  • Videocamera utilizzata: Sony Handicam Mini-Dv Type DCR-TRV16E
  • Montaggio con Pinnacle Studio Version 9
  • Locations: chiesa di S. Giuseppe, via Angelo Baroggi, Maccagno Superiore
  • Condizioni luce: chiuso, scarsa luce artificiale
  • Condizioni ambiente: gelo totale.